Accoppiamenti giudiziosi

“Accoppiamenti giudiziosi” è una rivista letteraria creata da Sarah Majocchi e Marco Bertoli.

Che Jole, la cameriera del conte, uscisse ogni sera per far fare la passeggiatina a Fuffi: e che Fuffi, di tanto in tanto, dopo aver meticolosamente inseguito a guinzaglio teso e col muso contro terra non si sa che odore, levasse tutt’a un tratto, contro il più nobile degli Ippocastani, la quarta zampetta, come a dire: “Questo qui, proprio, mi merita la spesa!”; che, intanto, frotte di bersaglieri ritardatari trasvolassero in corsa con piume nel vento di primavera e dicessero a Jole dei madrigali a tutto vapore, già sui vaganti sogni della notte cadendo la brutale saracinesca della ritirata: che i tram vuoti galoppassero attraverso le tettoie suburbane o semivuoti verso le formicolanti stazioni: e qualche monaca in partenza chinasse il viso sopra le mani congiunte nel grembo, travisti dal finestrino li amanti disparire baciandosi nell’ombre de’ cupi giardini; e che Jole, travista la monaca in tram, quella povera monaca le mettesse in tutte le vene un certo desolato sgomento: che tuttociò accadesse, era, si potrebbe quasi arrischiare, nell’ordine quasi naturale delle cose, o almeno delle cose del 1928 p. C. n.

Questa sequela di oggettive a precipizio sulla reggente proprio al fondo, come nell’incipit del Decameron, avrà già servito a selezionare chi legge. Si tratta del primo paragrafo di “San Giorgio in casa Brocchi”, il pezzo forte della raccolta di Carlo Emilio Gadda Accoppiamenti giudiziosi: raccolta che vide prima la luce col titolo infinitamente suggestivo di Novelle dal ducato in fiamme.

Il ducato in fiamme è dove ci troviamo noi, ora; e c’è il sospetto non mal fondato che siano fiamme infernali. Certo, non le medesime fiamme che Gadda sentiva lambire nel 1930. Ma il bruciore – il fastidio, la noja – è spiacevole e comunica l’urgenza, se non di andare, di fare. Di scrivere.

La rivista, tramite periodici appelli (call), intende selezionare testi in dimensione di racconto i cui autori siano interessati in primo luogo alla lingua, quindi al lavoro sullo stile: sul lessico, sulla sintassi; ma anche sulla struttura, in una ricerca espressiva per quanto più possibile fresca e slegata dai cliché e dal contenutismo correnti.

Norme editoriali

I testi vanno inviati in formato .docx (Microsoft Word, Pages o altro wp), composti in un font a scelta purché leggibile e non esoterico; la dimensione del font sarà di 12 pt, l’interlinea di 1,5, il rientro di paragrafo 0,5.

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