“L’ho visto alla televisione”-
“È andato perfino in televisione!”
“Io non guardo la televisione, leggo i giornali!”
Ecco tre luoghi comuni davvero novecenteschi; l’ultimo, poi, trova associati due media oggi obsoleti.
Sì, perché la televisione già da un pezzo, come il giornale quotidiano, è un vecchio arnese, poco più che un fossile linguistico, dopo essere stata per decenni la pietra di paragone del sentire comune, lo specchio della conoscenza condivisa, strumento principe d’indagine sociologica.
Insomma, la televisione è roba vecchia, ma, come altre cose in questo strano nostro presente, vecchia e recentissima a un tempo, un revenant. C’è ancora, la televisione, in quasi tutte le case, e viene accesa e funziona, ma – non servirà di dilungarsi in merito – non è più da un pezzo la televisione, quella su fecero esercizio di acume e critica sociale McLuhan, Postman, Eco. Tuttavia, come un’eco, continua a risuonare nelle nostre vite.
Che cos’è oggi la televisione? Che parte può avere in un racconto di finzione?
Coraggio, parlateci della televisione.

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