Le scarpe

Racconto di Alba Vulcano

Giacevamo dimenticate in un angolo della stalla. Un paio, dunque due; due perché insieme dovunque. Beh, in realtà anche da sole non saremmo state da buttare, all’occorrenza; si sarebbe zoppicato, saltellato o poggiato il piede nudo a terra. Non sarebbe stato l’ideale, certo, ma si sarebbe potuto fare. Discorso inutile, qualcuno potrebbe dire, ma ci sta e comunque siamo in due. L’una accanto all’altra, senza toccarci non per indifferenza, ma solo per timidezza. Un giallo raggio di sole ci illumina; ci sentiamo accolte. Tutto diventa più intimo, non siamo sole. Sciatte, con i lacci penzoloni, consunte ma presenti a noi stesse, al nostro ruolo. Scusate, ma abbiamo camminato tanto che al momento non abbiamo voglia di rassettarci: scapigliate, disordinate ma concentrate sui ricordi. Ciaff, ciaff! Nel fango, nella terra bagnata, lungo i sentieri petrosi e sconnessi. Un po’ di qua, un po’ di là storcendoci sui sassi mentre i lacci cedono pian piano e noi non ce ne accorgiamo se non quando iniziamo a scalzare lente, slabbrate. Passa il tempo e la calura logora la nostra pelle, il freddo ci contrae e così, allarga e stringi, col tempo compaiono le nostre rughe, le nostre belle rughe, il nostro orgoglio. Abbiamo svolto il nostro ruolo, questo conta.

(Illustrazione: Vincent van Gogh, Un paio di scarpe, 1886. Amsterdam, Van Gogh Museum)

Lascia un commento

Blog su WordPress.com.

Su ↑