La prima volta è successo dopo una cena coi colleghi di mio marito. È stato così bello che non sono più riuscita a smettere. Certo non ne vado fiera. È un’azione talmente lontana dal mio essere, che mai l’avrei creduta possibile. Se qualcuno all’improvviso mi chiedesse «Sei tu la responsabile?», negherei. Negherei fino alla morte.... Continua a leggere →
Strip out – Franco Santucci
I cavi fiorivano da ogni lato, esplodevano in un paradiso di fili pendenti, guaine corrugate, canaline argento curve, tubazioni dalla pelle nera ricoperta di polvere. I canali metallizzati sorridevano a bocca cava con labbra quadrate e verdi di polietilene, i frammenti bianchi di cartongesso addossati alle travi simulavano un profilo rovesciato di monti. Il pavimento,... Continua a leggere →
Totò Mezzasalma – Lucia Corsale
Nel paesino di quel gruppo montuoso, le liti erano all’ordine del giorno, un quadro disdicevole e, a tratti, scandaloso. Tremila teste, oh, che discutevano per ogni fesseria: “Che bedda me’ figghia, a la to nun ci assimigghia”; “Il mio cortile è soleggiato, nto to ‘a luci nun trasi mancu di latu”; “Me’ nonna era menza... Continua a leggere →
Il materasso – Nicola Cirillo
4:37 Si svegliò intorpidito con tutte le giunture bloccate, gli arti formicolanti. Doveva essere stato un brutto incidente. Le prime immagini però non erano le bianche pareti di un ospedale, ma il rosa pallido che sua moglie lo aveva costretto a scegliere per la stanza da letto, intuito più che visto nella penombra diffusa che... Continua a leggere →
Giorni comodi – Anna Martini
15 novembre Da quando è arrivata Bottina è tutto molto, molto più semplice. Mi è dispiaciuto licenziare Pompea; le ero affezionata, andavamo d’accordo. Prima di lasciarla andare, comunque, ho aspettato che trovasse un nuovo posto di lavoro. Non è stato difficile: non sono tante oggi le famiglie che possono permettersi una Bottina. Lei (ho scelto... Continua a leggere →
Polly e l’orsetto con gli occhi chiusi – Cristiana Vittigli
Polly aveva sette anni e poco altro: niente genitori, fratelli, sorelle e nemmeno nonni, zii o cugini. Non aveva un cane e neanche un gatto. Polly era uno dei bimbi di lassù. Chi entrava in quell’edificio in mattoni rossi, incastrato in cima alla collina con il suo aspetto un po’ triste, le inferriate alle finestre... Continua a leggere →
Ciaraula – Lucia Corsale
Di nome faceva Zaira, viveva in cima al poggio, l’aria salubre e frizzantina, la sorgente che cullava la notte, i germogli di piante e il bosco torno torno. A guardarla – signori miei – che gioia per gli occhi! Quel metro e settanta d’altezza era già mezza bellezza; i capelli corvini inanellati sulle spalle; morbide... Continua a leggere →
La paralisi del tempo – Simona Caruso
Io non ho un nome. Molti oggetti in questa casa hanno un nome, a lui piaceva così, comprava qualcosa e doveva battezzarla. La lavatrice si chiama Beatrice, il forno Caronte, il frigorifero Freddy Mercury. Ricordo il giorno quando lui mi portò a casa. Disse a lei che aveva trovato quello giusto. Mi inserì una batteria,... Continua a leggere →
Lirica italiana del XXI secolo – Francesca Guercio
Immaginiamo l’artista davanti a un blocco di marmo rosa del Portogallo. Ciò che aveva in mente era una scultura astratta capace di metaforizzare la sua incancellabile percezione del tessuto sociale come d’un imbuto inorganico dal quale ogni larva di coscienza civile scoli verso il nulla prima ancora di potere diventare materia intelligente. Si era ripromesso... Continua a leggere →
Falsità – Alberto Arienti Orsenigo
1. Lauro Biasotti era un falsario all’antica, uno di quelli che aggiungono uno zero alle banconote e tolgono una virgola agli assegni, insomma uno di quelli che fa casino con l’ortografia. S’innamorò di un falsa magra trentenne, che in realtà era una donna di settant’anni portati bene, dappertutto. Si chiamava Avìda Peron ed era arida,... Continua a leggere →
