
Racconto di Alberto Arienti Orsenigo
1.
Lauro Biasotti era un falsario all’antica, uno di quelli che aggiungono uno zero alle banconote e tolgono una virgola agli assegni, insomma uno di quelli che fa casino con l’ortografia.
S’innamorò di un falsa magra trentenne, che in realtà era una donna di settant’anni portati bene, dappertutto.
Si chiamava Avìda Peron ed era arida, con la pelle secca e le doppie punte.
Era sposata e questo fatto costringeva Lauro a nascondersi spesso negli armadi, creandogli dei grossi problemi psicologici. Infatti il suo vero nome era Giorgio Armadi e il fatto di dover penetrare spesso in questi mobili risvegliava in lui il ricordo dei suoi genitori Poltrone e Sofà.
2.
Avìda aveva un altro spasimante: Ricchio Martin, fantasista di scarsa vena, tutto pieno di arterie intasate, rotonde e autovelox. Dicevano che fosse bisex ma in realtà non aveva due peni, ma uno solo molto grosso, un animaletto che chiamava Superego.
Ricchio era uno coi piedi a terra, poche fisime e pieno di certezze, come uomo era un porto sicuro ma come fantasista faceva cagare.
3.
Il marito della falsa magra si chiamava Cangrande Della Scala, detto Della perchè si faceva la segretaria di Apezzy Mason, boss dell’Ammanigliata.
Apezzy era feroce e sadico, uccideva i suoi avversari raccontando loro barzette vecchissime e poi li tagliava a julienne e li dava a Giuliano, il cuoco, che li dava ai cani. Anche Della sapeva delle brutte abitudini di Mason, lo aveva infomato la sua segretaria tra un’infornata e l’altra, e l’idea di rischiare di finire un giorno ai cani in formato julienne eccitava molto il Cangrande.
4.
Apezzy Mason aveva un’informatore nella polizia: Bob Dylandogo, un cagnaccio che amava cantare e rivelare tutte le indagini segrete in corso. Bob era un tipo semplice, alla zampa, ma stranamente si esprimeva con un linguaggio involuto pieno di metafore, parabole, ellissi, insomma una tragedia geometrica. Un esempio: invece di dire: “Non si sa mai cosa ti riserva la vita” ti diceva: “Ma sai quante strade tu uomo dovrai attraversare prima di arrivare dove vuoi arrivare?”
5.
Un giorno Lauro e Ricchio s’incontrarono in un armadio e fu un colpo di fulmine, complice anche Superego. Quando Della, il marito della falsa magra, uscì di casa, loro uscirono dall’armadio mano nella mano, lasciando Avìda impietrita e con la pelle ancora più secca. Seccata dall’oltraggio, decise di rivelare al marito il tradimento sperando che lui si vendicasse, uccidendo i due ex amanti diventati nuovi amanti reciproci.
Della, punto sull’onore, decise di chiedere aiuto alla segretaria di Apezzy (tra un’infornata e l’altra) affinché fosse il suo capo a farli a julienne. I due ex amanti neoamanti vennero convocati nello studio-macelleria di Apezzy con una scusa, in presenza di Della e della segretaria, e Mason cominciò sadicamente con “C’erano un tedesco, un francese ed un italiano…”.
Dopo tre minuti stavano già tutti morendo di noia, quando arrivò Avìda in anticipo, l’unica volta in vita sua, pensando di trovare già i cadaveri. Il suo ingresso risvegliò i moribondi che fuggirono, lasciando Avìda senza vendetta, ma facendole trovare il nuovo amante, Apezzy, appunto. Il quale si senti un po’ preso in giro da Della e se la legò al dito.
6.
Aldito era il cassiere argentino di Apezzy. Si chiamava Aldo Basso ma lo chiamavano Aldito perché era magro. Aldito era un tipo alla mano, un mago dei conti e della contabilità e sapeva fare i conti senza l’oste. Era in piena crisi esistenziale perché era stanco di far quadrare i conti per farli circolare, voleva cambiare vita.
Scappò con tutti i solti, tanti soldi, una gran cassa, pensando di andare in un’altra banda.
Finì in quella dei carabinieri, grazie alla raccomandazione di Bob Dylandogo.
7.
Lauro e Ricchio se ne andarono in America e si sposarono. Adesso hanno due gemelli: Lutero e Inaffitto. Gestiscono un ristorante vegano che fa nouvelle cuisine dietetica, roba a piccole quantità, basse calorie e alti prezzi.
Con loro lavora anche Cangrande che è fuggito dalla vendetta di Apezzy ed ha dovuto cambiare identità. Non si fa chiamare più Della ma Bella ma è una grossa balla, perché è un cifone da sbarco e il biondo non le dona per niente.
8.
La relazione tra Avìda e Apezzy andò a rotoli in breve tempo perché lui si accorse della triste verità: lei era solo una vecchia credenza. Per fortuna di Avìda, nel nostro paese le vecchie credenze sono dure a morire e così lei si trovo improvvisamente sulla cresta dell’onda. Sempre aperta al nuovo e sempre pronta a donarsi, aprì un sito che ebbe molto successo grazie alle sue dabbenaggini a raffica.
Si ritrovò in parlamento in un battibaleno e divenne una delle più lucide teste pensanti della nuova politica. Il primo giorno in parlamento incontrò Carlo Del Consiglio e fu un colpo di fulmine. Del Consiglio era presidente di “Celebrità Cerebrolese” e veniva sempre chiamato Presidente.
Quando telefonò alla figlia, che sembrava la madre della madre tanto era mal curata, le disse che stava col Presidente Del Consiglio. La figlia pensò si riferisse al suo adorato Renzi e fu presa da grande gioia, ma ebbe anche la conferma dei brutti gusti del nostro eroe, almeno in fatto di donne.
Nessuno ebbe mai il coraggio di dire ad Avìda la triste verità e lei non se ne accorse mai, visto che in parlamentò ci andò in tutto quattro volte, trovandolo chiuso una volta il 25 aprile e non capendo il perché di quella vacanza.
(Illustrazione di Alberto Arienti Orsenigo)

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